| 28 ottobre 2011 | ![]() |
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BALLA CON LA MIA MAIL
racconto di nannybooboo
racconto scritto a quattro mani.
due mani solitarie scrivono senza sapere che altre due mani solitarie e distanti si aggiungeranno alla scrittura.
"BALLA CON LA
MIA MAIL"
E’ una figlia bella quella che scrive e ti dice di sé da lontano oggi. Ha una scrittura scabra ma docile e che s’impressiona subito di ciò che dice, e ti narra di come la notte è lì, e tu le domandi se ha uno che l’ami. Fa freddo lassù, caglio notturno del fumo e dell’alcol, e se non piove pioverà. Amsterdam è perfetta, è impeccabile e spande a terra la sua ombra infantile, toglie dalle strade le foglie d’autunno, farebbero pocio e chissà i ciclisti, ma i giovani di notte li vuole così, col musino segnato.
Il posto è The Minds, un buco hard-core indicato da una grossa freccia rossa, buio e fumoso e tana di fuorilegge all’inizio di Spuistraat, dove si fuma candidamente di tutto e si serve alcol ai minori di non so quanto. Ultras calvinisti dell’inviolabilità delle scelte individuali. Un posto truce e buffo, ubriaco, nordico, stivalacci neri pendono dal soffitto, musica altissima e modacci ma dolci e ci sono stato anch’io, mi ci ha portato lei. La birra a un euro e ottanta, la chiave è questa, i figli bevono ma hanno pochi soldi, e lì sto con lei che non è mia figlia, no, ma nostra sì, mia Euridice. Chi fa diverso pensa che non vada bene, a me però è venuto così. Assurdo mammifero è l’uomo. Trascinato dal loro disordine io li ho seguiti nei loro territori, io a cavallo del mio, e questo lo chiamo umile ottimismo. Sono loro in fondo i difensori del sistema, sono loro che ti rimproverano, sono loro i figli. Ma quand’è che diventeremo colleghi? Quando cominceremo ad amarci davvero?
La scrittura della figlia ora si apre sulla scollatura di una gran bionda. Fanno un po’ paura visti tutti insieme, ma presi singolarmente è tutt’altra cosa. Lei ad esempio, la bionda, ha una maglietta scollata di raso rosso, e quando ride sa bene come lasciare che lo scollo mostri il giusto.
Il giusto? Ma davvero scrive così?
Sì, il giusto. E per gente più che altro a caso, che si è seduta al suo tavolo solo per meglio sbavarle dietro, poi alcuni mirano al bagno, e le bave degli uomini lei le odia. La bionda stessa è di quelle che se gli cavi il trucco i tacchi eccetera resta niente, e poi c’è lo hipster, sembra una donna, ha i capelli neri corti, il trucco nero, il viso da dolce fanciulla, dei tatuaggi sulla clavicola, una maglia lunga rosso magenta che sembra un vestitino, e solo quando esce da dietro al biliardo e vedi i pantaloni stretti e neri, ti accorgi che non è una donna ma solo un altro indie hipster metro-sessuale del cazzo.
Però. E intanto lei che fa?
Niente. C’è chi per essere lasciato in pace va a casa, lei invece va al bar, beve anche lei, fuma anche lei e scrive a me, perché la sua immaginazione trionferà sugli ostacoli e costringerà spiriti e spiritelli a obbedirle. C’è anche un austriaco un po’ immosconito che si è messo a farle il pendolo intorno, mica per altro, per parlarle o dire qualcosa, ma tanto va bene, ad Amsterdam tanto non succede niente, e lui continua a giocare a biliardo e gioca male, anzi, peggio. Lei è alta, è bella e elegante, ha gli occhi grandi di sua madre, capelli e seno fiorenti e così lo confonde, mentre il flipper senza scrupoli prende il sopravvento su tutto il resto. Biglie sparate per su e per giù e lampeggiare di campanelli, quella è l’ara a cui tutti sacrificano, americani dallo sguardo speranzoso e italiani sudati, col punteggio che sale e poi, ma senza capire perché, vinci una pallina.
Ha un’aria blu il flipper, blu sottomarino e donne formose mezze nude che ammiccano da dentro al rumore, ma la luce che fa è come verde chiaro. E quei due? Sono giovanissimi, avranno dodici o tredici anni al massimo, sfatti dall’alcol e da tutto il resto, le labbra spaccate perché la chimica screpola, intrepidi alle due del mattino come veterani della vita. Uomini più grandi gli girano intorno, bave anche qui forse, e lei le odia le bave. Ma dove sono le loro madri, sbotta la figlia.
O devo chiamarla collega?
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scritto da gavrilo il 26/12/2011 alle 14:02
mi piacerebbe scrivere con te, mi sarebbe sempre piaciuto...non esser triste tra i tuoi seni porco boia!ciao!